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Pittule

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Pittule
L’atmosfera è quella calda e maestosamente solenne del Natale nel Salento, quando con il rigore del freddo invernale, ci si rilassa davanti ad un brioso cammino acceso, mentre dai fornelli in cucina giunge un buon odore invitante. Si alzano i calici e dalla tavola imbandita un piatto fumante richiama l’attenzione di tutti: comincia la tradizionale scorpacciata delle famose “pittule” salentine, una prelibatezza popolare semplice e accattivante, sempre più richiesta dai turisti in vacanza nel Salento, non solo durante il periodo natalizio. Le piccole “pittule”, a forma di palline irregolari, sono un piatto che appartiene alla tradizione di tutto il sud Italia, ma con varianti e denominazioni tipiche del territorio di appartenenza: a livello domestico nel Salento le prime “pittule” si preparano tradizionalmente l’11 novembre, durante il festeggiato giorno di San Martino. La ricetta delle pittule salentine rientra nell’immenso ricettario dell’arte gastronomica popolare del Salento, che utilizza, generalmente, ingredienti poveri e facilmente alla mano, per creare autentiche meraviglie: basta lavorare con un po’ di attenzione un kilo di farina 00, lievito di birra, acqua e sale, per ottenere un impasto soffice e colloso, da far lievitare per un paio d’ore. Come ben sanno gli esperti massai salentini e chi ha avuto la fortuna di gustare le pittule salentine durante il viaggio nel Salento, la resa massima di questo succulento piatto si ottiene, oltre ad un buon composto di partenza, anche con l’abilità manuale di staccare velocemente pezzi dall’ impasto per creare palline di pasta, magari aiutandosi con un cucchiaio per ottenere una fora più tonda. Le palline vanno adagiate rapidamente in una grande padella riempita con l’immancabile olio d’oliva salentino, che deve essere fumante al punto giusto. Quando raggiungono un bel colore dorato, sono pronte per essere servite, ancora caldissime: durante il viaggio nelle terre salentine, si comprende bene la giustezza del detto “una tira l’altra”, soprattutto per chi si trova per la prima volta in vacanza nel Salento a gustare le deliziose pittule. Eppure questo piatto così popolare e richiesto dai turisti è nato, secondo la leggenda, per puro errore di una casalinga: il 22 Novembre a Taranto, durante la ricorrenza di Santa Cecilia, una donna, incantata dalla musica dei zampognari, uscì allegramente di casa per seguire i musicisti, dimenticando l’impasto per il pane che serviva a nutrire i propri figli. Al ritorno, di fronte all’impasto troppo lievitato, ebbe l’idea di friggere velocemente il tutto in piccoli pezzi, le pittule (letteralmente “pezzi di focaccia”). La creatività della cucina salentina, così apprezzata durante i soggiorni vacanza nel Salento, ha fatto poi evolvere questa ricetta nata “per sbaglio” in altre genuine specialità: pittule alle olive, al cavolfiore, con “paparussu pisatu” (peperone sotto vaso), con capperi e acciughe, pittule ai pomodorini, alle zucchine e chi più ne ha più ne metta, e, ciliegina sulla torta, si degustano anche, nella versione agrodolce, bagnate nel vino cotto e nel miele. La praticità dei suoi ingredienti e il suo successo gastronomico le hanno rese protagoniste, ogni momento dell’anno, dei migliori antipasti e contorni durante le sagre e le feste paesane, oltre ad essere sempre presenti nella maggior parte dei menù di ristorazione dedicati ai turisti in vacanza nel Salento.

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