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Puccia

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Puccia 

L’impasto è quello classico per preparare il pane, a cui si aggiungono ingredienti particolari per esaltarne il sapore: la “puccia” salentina, nata come alimento povero e di sostentamento durante il lavoro dei campi, ha conquistato i palati più fini, inserendosi tra gli alimenti protagonisti delle vacanze nel Salento. Chiamata anche “uliata” nella tradizione popolare, la puccia freschissima si ottiene dalla mescolanza di farina di grano duro, acqua e sale, a cui si aggiunge una piccola porzione di acqua e olio, per assicurare al composto una consistenza più morbida. Il tocco finale che fa la differenza è dato dalla mescolanza delle olive nere all’impasto, prima della necessaria cottura al forno: l’alimento così ottenuto è un concentrato di bontà, nutriente e adattabile ad infinite varianti. La puccia cu’ ’lle ulie salentina è molto amata dai turisti in viaggio nel Salento, che ne hanno fatto un cult delle proprie vacanze: attualmente, molti luoghi di ristorazione offrono pucce salentine originali e sfiziose, arricchite con formaggi, verdure e carni, per un’autentica esplosione di gusto. Infatti, la puccia salentina ha attirato l’interesse di molti negli ultimi anni e si è, quindi, provveduto ad incrementare il valore nutrizionale e il gusto originario, partendo dalla versione base di questo alimento: un inno alla sapiente cultura gastronomica salentina, non solo per venire incontro alle crescenti richieste di questo prodotto tipico durante i soggiorni nel Salento, ma anche sull’onda alle abitudini della popolazione locale di consumare la puccia non solo in ambito esclusivamente domestico ma anche, durante le pause di lavoro o nei momenti ricreativi. Il sapore genuino insieme alla versatilità della puccia salentina, sono stati la chiave del suo successo: la puccia salentina sembra sia nata come pasto dei prigionieri e la tradizione vuole che le prime infornate siano fatte il 7 dicembre, alla vigilia dei festeggiamenti dell’Immacolata Concezione, giorno dedicato al digiuno e alla meditazione religiosa, in cui l’unico alimento consentito era proprio la puccia cu’ ’lle ulie. Il significato di puccia deriva dal latino “buccellatum”, ovvero “pane militare” che i legionari portavano con sé durante le lunghe spedizioni di guerra. Tra le varianti più comuni da degustare in vacanza nel Salento, la puccia salentina di Gallipoli, considerata è una vera e propria istituzione, farcita con capperi, acciughe, provolone, pomodorini e tonno e i “pizzi” leccesi, con pomodori, cipolle, zucchine, capperi: quest’ultima viene chiamata anche “cucuzzata” nei paesini del sud Salento ed è una delle protagoniste indiscusse delle fiere paesane e dei banchetti degustativi predisposti per i turisti durante il periodo delle vacanze nel Salento. Nel calendario estivo degli eventi nel Salento, non mancano sagre ed appuntamenti dedicati alla puccia salentina, come la “Festa te la Uliata” a Caprarica di Lecce, la “Sagra della Puccia” a Ugento, la “Sagra ‘ta Puccia” a Supersano, a Villa Convento (Novoli) e a Minervino di Lecce.

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