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Fico D’India

Fico d’India

Con le sue pale che si diramano al cielo e si lasciano accarezzare dal sole, il fico d’India è il simbolo per eccellenza delle campagne del Salento, una pianta che si può trovare con facilità anche sui bordi delle stradine rupestri e nei giardini delle case, come ben sanno i visitatori che arrivano in questi luoghi durante i soggiorni estivi ed invernali. La pianta di fico d’India (Opuntia ficus-indica, nella classificazione botanica), importata dal caldo Messico e ormai da mesi radicata nella cultura salentina, attrae per la caratteristica forma sinuosa e imponente, proprio come una madre che nutre i suoi figli: dai suoi affascinanti fiori gialli, bianchi o rossi, a seconda della varietà, si generano dei succulenti frutti ricchi di zucchero e vitamine, che sono state la base del sostentamento della popolazione del Salento, nei momenti di povertà estrema, permettendo di lavorare fino al tramonto nei campi. Durante le vacanze nel Salento, il fico d’India è un elemento scenografico molto amato dai turisti: migliaia di foto girano da tempo su internet di utenti da tutto il mondo che hanno avuto la fortuna di andare in vacanza nel Salento ed immortalare queste stupende piante così ricche di storia e fascino. I suoi frutti così gustosi, sono anche utilizzati in alcune ricette tradizionali salentine con cui deliziarsi nei momenti di festa e che sono molto apprezzate a livello gastronomico dal turismo internazionale, come il liquore ai fichi d’India e la buccia di fico fritta.

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Architettura nel Salento

Architettura nel Salento

In viaggio nel Salento, girovagando nelle sconfinate zone di campagne, si può notare la presenza di tantissime strutture in pietra come le caratteristiche masserie, liame, pajare o furneddhi che costituivano antichi rifugi per contadini e pastori, i muri paralupi, che servivano a difendere gli animali domestici dall’attacco di quelli selvatici, e i graziosi muretti a secco che segnano i perimetri delle “cisure” (“campagne”). Queste costruzioni, create con la roccia estratta dal suolo per rendere un terreno coltivabile, sono espressione massima della magnifica architettura contadina del Salento dalle origini antichissime che si è tramandata nel tempo con il sapiente uso della parola dei più anziani. La presenza di uno scenario architettonico così singolare, arte povera a servizio della terra, tutt’ora affascina i viaggiatori di tutto il mondo che trascorrono le vacanze nel Salento: troviamo pajare e altro soprattutto nei pressi delle zone costiere e, in viaggio verso sud, disseminate nelle campagne del Basso Salento e con il loro fascino senza tempo abbelliscono le campagne salentine come delicati quadri d’autore.

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Piatti Tipici Salentini

Piatti tipici salentini

L’Italia è una nazione apprezzata in tutto il mondo per la sua buona cucina e il Salento, sulla stessa linea, gode di fama internazionale per l’alimentazione tipica della sua popolazione. I sapori di terra salentina attraggono per l’ottima combinazione di genuinità, freschezza e gusto: numerose trattorie e ristoranti offrono piatti tipici a buono prezzo agli amanti della buona tavola, soprattutto durante le vacanze nel Salento. Tramandate nel tempo di padre in figlio, le prelibate ricette salentine derivano dalla sapiente arte contadina di riciclare i cibi avanzati, soprattutto nei periodi di povertà, quando era comunque necessario nutrirsi bene per lavorare. Alla base della cucina del Salento, i prodotti della terra presenti in abbondanza, frutta e verdure di stagione, come arance, mandarini, melagrane, nespole, susine, angurie, fichi d’India, pere, cime di rapa, cicorie (cicuredde), bietole, carciofi, pomodori, melanzane e altro ancora, che danno vita a gustosissime pietanze come la “fritta” con le olive, le “rape ‘nfucate”, le cicorie “tutte pare”, verdura sott’olio e sott’aceto. Molto utilizzate le verdure mescolate a legumi, altro cibo basilare nella cucina nel salento: dall’abbinamento di questi due ingredienti con il pane raffermo, che un tempo erano gli avanzi dei pasti dei giorni precedenti, nasce la “scurdijata”, che è molto consigliata a coloro che sono in viaggio nel Salento. Gli allevamenti ovini, molto diffusi nella penisola salentina, forniscono formaggi di alta qualità, mentre un concentrato di bontà è anche il famoso pane di grano, fatto con farina poco raffinata e lievito naturale, la pasta fatta in casa, la “pitta” di patate e i prodotti da forno in generale, come i famosi “pizzi” o “cucuzzate” (pane con pomodori, cipolla e zucchine), la “puccia” con le olive, le frise, taralli e tarallini, con l’utilizzo. Con l’impasto di farina si ottengono anche le “pittule” fritte, un tempo piatto tipico natalizio, ora sempre presenti per soddisfare la richiesta di turisti che sono in viaggio nel Salento in qualsiasi periodo dell’anno. Altra prelibatezza sono i “ciceri e tria” (pasta fatta in casa con ceci), le “sagne ‘ncannulate”, maccheroni e orecchiette con l’immancabile sugo di pomodoro. I contadini di un tempo potevano mangiare la carne solo nelle occasioni speciali, ma si nutrivano prevalentemente di pesce azzurro e lumache di terra (municeddi): ogni tanto utilizzavano soprattutto la carne dei cavalli più anziani (tra i piatti tipici, pezzetti di cavallo, polpette fritte o al sugo) e interiora di agnello (turcinieddi o gnommareddi). Completano l’opera tantissimi dolci fatti in casa come i “purce??uzzi” (impasto dolce fritto cosparso di miele), i “mustazzoli” (biscotti di mandorle), e il famoso pasticciotto leccese. Il tutto è condito, quasi esclusivamente, con l’insostituibile olio d’oliva: un lauto pasto con piatti tipici, annaffiato con del buon vino negroamaro, primitivo, o malvasia, rendono una vacanza nel Salento indimenticabile, per conservare il ricordo, durante il viaggio di ritorno, di una tradizione così affascinante.

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Vino

Vino
In viaggio nel Salento, per scoprire nuovi sapori, sotto il segno dell’armonia e della gioiosa convivialità: il vino salentino, con il suo carattere deciso e il suo aroma intenso e inebriante, accompagna fedelmente le migliori tavole, esaltandone il gusto dei piatti tipici di “terra noscia”. Una passione che ha più di 4000 anni di storia e che tutt’ora ammalia e convince, seducendo milioni di persone che trascorrono le vacanze nel Salento: il bicchiere di vino che brinda alle migliori degustazioni, molto frequenti e ricercate, un lusso alla portata di tutti, che diverte e apre le porte alla conoscenza e alla simpatia dell’altro. Il vino del Salento conserva ancora, nella sua espressione dialettale, il nome antico di “mieru” derivato da“merum” usato nell’epoca romana per indicare il vino puro non contaminato con acqua o con altri additivi, qual era invece il “vinum”. Questo caratterizza l’animo del Salento, il dolce e l’amaro che fonde il rude lavoro nei campi con la delizia dei momenti di riposo, in allegra compagnia. Tra i vitigni del Salento che sono famosi in tutto il mondo, l’amabile Primitivo, brioso e speziato, il corposo Negramaro, intenso dal colore scurissimo, l’elegante vino Malvasia, profumato e denso. In “vino veritas”, tramanda la tradizione: sicuramente un buon bicchiere di vino può scaldare il proprio viaggio nel Salento con momenti di festosa e sincera armonia.

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ULIVI DEL SALENTO

Ulivi del salento
Per coloro che, durante un soggiorno di vacanza, visitano il Salento, è molto comune avvertire delle profonde emozioni di fronte all’imponenza maestosa di un albero di ulivo, come il richiamo di un lontanissimo passato in cui queste terre pullulavano di vita intensa, fatta di lavoro, scambi, arrivi e partenze. Il Salento “porta d’oriente”, con il suo bel clima e la terra generosamente fertile, ha accolto con amore migliaia di anni fa questo prezioso dono della natura, in maniera talmente ospitale da rendere l’albero di ulivo una specie vegetale “autoctona”, ovvero come se fosse naturalmente originaria del posto. L’ulivo come tradizionale simbolo di pace, fertilità ma anche di resistenza all’usura irreversibile del tempo che passa, rappresenta esso stesso l’anima del Mediterraneo e del Salento: alla moltitudine di turisti che hanno scelto di passare le vacanze e che hanno percorso le stradine delle vaste campagne salentine, è subito balzata agli occhi la somiglianza tra la “dolce” spigolosità dei tronchi rugosi e vetusti con l’anziano contadino, che alla terra ha dedicato un’intera vita e con la terra si è identificato, come l’incanto degli ulivi secolari che “conoscono” il Salento meglio di chiunque altro. Una storia che ci viene raccontata anche dalle stradine romane, le masserie sparse nelle campagne, i frantoi ipogei in cui ogni anno si ricavava il prezioso “oro giallo”, l’indispensabile olio d’oliva, espressione finale del valore immenso e divino che gli alberi di ulivo hanno per l’Umanità. E ci richiama a viaggiare nel Salento, a passare le vacanze in quei posti, per sentire sulla propria pelle questo soffio di eternità.

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PIZZICA SALENTINA

 Pizzica Salentina

Il Salento è una terra profondamente attaccata alle sue radici, ma la sua posizione geografica che si apre ad est, rende questo territorio completamente aperto agli scambi e alle condivisioni con altri popoli: partenze e viaggi nel Salento sono una costante tutto l’anno, così come molte tradizioni salentine sono conosciute e apprezzate in tutto il mondo. Nell’ultimo ventennio, esemplare in questo senso è stata la rapida diffusione della pizzica, danza popolare caratteristica del Salento. La pizzica salentina è un ballo spontaneo proprio delle classi più umili, che trovavano nel canto e nella danza un momento di gioia collettiva nel duro lavoro quotidiano. Le origini  della pizzica si perde nella notte dei tempi e ancora affascina turisti di tutto il mondo che vengono in vacanza nel Salento per scatenarsi in un ballo catartico come se fossero “pizzicati” dalla “taranta”: la pizzica veniva utilizzata, infatti, dal popolo del Salento come terapia per annientare il veleno di un particolare tipo di tarantola, la Lycosa tarantula, il cui morso era molto comune nei campi durante la raccolta. Secondo la leggenda, tale morso faceva entrare i malcapitati, soprattutto giovani donne, in uno stato di possessione: l’esorcismo consisteva nel disporsi in cerchio, simbolo di perfezione, e suonare insistentemente con tamburreddi e altre percussioni, facendo ballare al centro la malata fino allo sfinimento. Un altro tipo di pizzica popolare del Salento rappresenta anche la fase di corteggiamento, in cui la donna attira a sé e nello stesso tempo sfugge senza farsi mai toccare al suo amato, con movimenti sinuosi e maliziosi, servendosi di un fazzoletto e di un appassionato gioco di sguardi. Un’altra forma elegante di pizzica è la “danza delle spade” tra due uomini, in cui si simula l’atto di contendersi una donna facendo “danzare” coltelli immaginari tra le mani. È ormai consuetudine durante le vacanze, in viaggio nel Salento, trovare “ronde” spontanee di pizzica in molte piazze salentine, in cui si balla sfrenatamente fino all’alba.

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Noleggio Bici Santa Maria di Leuca

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Noleggio Bici Torre Vado

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Noleggio Scooter Santa Maria di Leuca

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Noleggio scooter Torre Vado

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Torre Vado

Torre Vado, nel comune di Morciano di Leuca, è la splendida marina che si trova a pochi minuti da Santa Maria di Leuca, circa 12 km sul versante Ionico. Prende il nome dall’omonima torre di avvistamento,  e “Vado” potrebbe  derivare o dal latino “vadum” (guado) , oppure  dallo spagnolo “ovado”, cioè il luogo in cui i pesci depositavano le uova. La Torre di Guardia si trova sulla costa a pochi metri dal mare ed è attualmente circondata da alcuni edifici costruiti in epoche recenti. Per la sua vicinanza con il centro abitato di Salve era stata adibita a Torre Cavallara, era cioè dotata di un messaggero a cavallo che in caso di pericolo partiva per avvertire i paesi dell’entroterra. La marina di Torre vado presenta caratteristiche ambientali e paesaggistiche simili alla Grecia. Il territorio, infatti, si affaccia dolcemente verso il mare ed è dotato di ampi spazi di acqua cristallina e natura incontaminata. Dalla Torre Saracena in direzione Santa Maria di Leuca, la costa bassa di ciottoli bianchi e lisci continua per un altro km, e un bel muretto a secco separa il litorale dai pochi metri di terra rossa che costeggiano la litoranea: questa è contrada Nepole che non è solo mare, infatti verso l’entroterra è possibile vedere una collina. In cima, si apre alla vista un panorama mozzafiato, dove l’azzurro intenso del mare di Torre Vado fa da contrasto ai colori della collina e delle sue fiancate.
L’entroterra del territorio presenta un paesaggio tipico del Capo di Leuca: terra di colore rossastro, ulivi secolari belli ed imponenti, autentici pilastri della natura, muretti a secco ed antiche masserie, fichi d’india belli e maestosi, alberi di fico e mandorli: un paesaggio che muta i suoi colori ed i suoi profumi a seconda della stagione. Da menzionare sono sicuramente le Sorgenti di Torre Vado chiamate un tempo “li fiumi”, con acque dolci e fresche proprio come quelle  dei fiumi. Qui, secondo il tempo e le correnti, scendono i pesci per cibarsi della buona erba.  Caratteristico è anche lo splendido lungomare, che partendo dalla torre saracena prosegue per circa 1km verso l’arenile sabbioso della marina vicina di Pescoluse. Frequentato da imbarcazioni di diversa grandezza, dove insiste anche un molo grande destinato all’ormeggio delle Paranze dei pescatori, il Porto turistico è il punto di riferimento per chi vuol noleggiare barche oppure organizzare visite ed escursioni alle grotte.

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Torre Pali

Torre Pali

È una località turistica del comune di Salve, affacciata sul mar Ionio. Anticamente veniva chiamata Marina di Sant’Antonio per via della chiesetta dedicata al Santo che alcuni pescatori avevano fatto erigere; successivamente prevalse il nome Pali a causa dei tanti bastoni di legno che vi si trovavano sulla battigia in seguito alle numerose mareggiate. La Torre di avvistamento cinquecentesca fu fatta costruire da Carlo V nel XVI sec. per difendere il territorio salentino dagli attacchi dei pirati saraceni. La torre si trova completamente circondata dalle acque del mare a circa 20 m dalla costa, è a base circolare e si sviluppava su due piani presentando molto probabilmente feritoie nella parte superiore. Attualmente è parzialmente crollata. Torre Pali vanta una spiaggia sabbiosa a ridosso delle case, un porticciolo turistico per l’ormeggio di piccole barche, ma anche un’ampia scelta di strutture ricettive e di servizi che durante il periodo estive diventano numerosi. L’arenile di sabbia, superata la torre, diventa roccioso e basso, ideale per chi cerca tranquillità e vuole farsi una nuotata verso l’Isola della Fanciulla , il nome è dovuto ad una leggenda locale che racconta del rapimento di una ragazza del luogo, da parte del pirata Dragut; la giovane si rifiutò di rinnegare la religione cristiana e per questo fu uccisa dallo stesso Dragut e gettata in mare. Dopo qualche tempo, il corpo venne ritrovato sullo scoglio a poche centinaia di metri dalla riva. Torre Pali è anche luogo di mistero e di fascino per via delle leggende che alimentano il suo territorio: dalle più recenti nate in seguito al terrore seminato dalle incursioni dei turchi a quelle più antiche che vedrebbero la località il luogo della leggendaria città di Cassandra, distrutta da un maremoto circa duemila anni fa. Di certo ci sono i resti di alcuni dolmen, tombe megalitiche e grotte rupestri che testimoniano la presenza di luoghi di culto in periodi molto antichi.

Chiesa di Sant’Antonio

Luogo di preghiera per i pescatori che si fermavano a Torre Pali per il loro lavoro, piccola ma graziosa, dedicata a Sant’Antonio, d’estate si ripopola come la stessa marina ed il 15 agosto si celebra la messa in onore della Madonna Stella Maris con la tipica processione in mare.

Il porto

Nel paese vi è di recente costruzione un piccolo porticciolo dove attualmente le sole imbarcazioni presenti sono dei pescatori locali. Dopo la costruzione del braccio di molo si è assistito ad un progressivo depauperamento dell’arenile, come se fossero sparite le correnti marine che rifornivano di sabbia la zona prospiciente al porto. La coincidenza degli eventi ha indotto a pensare che la costruzione del manufatto, ora assolutamente inservibile, abbia interrotto la corrente che riforniva di sabbia l’arenile di Torre Pali. Di fronte alla zona portuale vi erano i ricoveri tipici dei pescatori “gli strazzi” ove erano collocati gli attrezzi del mestiere, le reti, le nasse ecc. e dove si svolgeva la attività a terra di pesca, con l’aggiustatura delle reti rotte, la costruzione delle nasse, la pittura delle reti stesse, la pesatura del pescato. Di queste costruzioni purtroppo oggi non è rimasta traccia, sono state abbattute per far posto a edifici abitativi.

Fresca e solare come un ampio sorriso, la Marina di Torre Pali è una delle mete più ambite e ricercate dal turismo internazionale, che sceglie da sempre questo tratto di costa ionica del Salento per trascorrere le proprie meritate vacanze. Torre Pali è una delle numerose “stanze dei tesori” in cui è possibile addentrarsi nel lungo corridoio che lambisce il mare da Gallipoli a Capo di Leuca, a meno di 20 km da finibus terrae, ed è stata riconosciuta anche nel 2015 dal prestigioso titolo Bandiera Blu d’Italia: questi tre kilometri di spiaggia incantevole dalla sabbia color oro alternata a piccoli tratti di scogli bassi, sono il luogo ideale per assaporare il dolce tepore del sole, immergersi nelle nitide acque di Torre Pali, o avventurarsi in piccole escursioni e dolci passeggiate nel bel mezzo della natura circostante dai tratti genuini e selvaggi. Immersi in questo angolo di paradiso, i turisti che hanno scelto di andare in vacanza a Torre Pali, sono stati catapultati in un pezzo di mondo ricco di bellezza, con un’efficiente ma non invasiva presenza di strutture ricettive e servizi alla persona, ma anche in un territorio carico di storia e cultura: il passato di Torre Pali è testimoniato da piccoli monumenti sparsi nelle campagne, dalla chiesetta di Sant’Antonio, antico rifugio di pescatori, e dalla caratteristica torre saracena che si erge su uno scoglio a pochi metri dalla costa, vicino al porto della marina dalla fiorente attività di pesca. La torre, costruita nel 1500, rappresenta un passato di lotte della popolazione locale contro le razzie dei pirati saraceni che hanno devastato il territorio per lungo tempo, come anche la suggestiva Isola della Fanciulla, a circa 100 metri dal litorale, omaggio all’eroica resistenza di una ragazza del posto. Impossibile dimenticare la bellezza di questi posti: andare in vacanza a Torre Pali significa portare con sé un pezzo di anima del Salento. Con la promessa nel cuore di ritornare in quei luoghi.

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